27 Febbraio 2013
Attenzione: Botta di malinconia!
Ricordo perfettamente l'odore dei sedili bianchi in finta pelle del tour bus. Eravamo in 16 su quella cazzo di casa viaggiante. Linea77, Lost Prophets e amici vari improvvisatisi merchandiser, backliner e tuttofare. Era il 2001, o giù di lì. In Inghilterra, e fù un tour fantastico, sudato e puzzolente.
Riempivamo ogni postaccio in cui andavamo; dalla palestra di quel posto con un nome impronunciabile, fino al Cavern di Exeter, passando per l'Underworld di Londra e decine di altri posti che non ricordo. Era Gennaio, faceva un freddo porco, e ora possiamo dirlo… i Lost Prophets erano delle checche isteriche. Simpatici eh, bravi ragazzi… solo un pò viziati. Tutti tranne Mike, il batterista. Lui ci stava dentro alla grande.
Si respirava l'imminente "botto" che avrebbero fatto. Durante alcune date, Londra in particolare, l'attesa del pubblico e della critica era nettamente sbilanciata su di loro, nonostante fossero il "gruppo spalla". Erano "the next big thing"… e ora possiamo dirlo… se lo strameritavano. Erano avanti, e soprattutto, erano inglesi! Pronuncia ovviamente perfetta, look supercurato, produzione del disco impeccabile. Una bomba pronta ad esplodere.
Va beh, quindi?
Quindi niente, tutto qui.
Ah no, spè… ho detto tutto questo perché volevo dire una roba.
Un giorno Ian se ne arrivò sul tour bus con un cd masterizzato. Ci disse: "Mates, you gotta listen this!". Ficcò il cd nel lettore, alzò il volume, e partì questo pezzo. Ricordo ancora oggi la sensazione…
Ero fusissimo. Stavo guardando un film di Bruce Lee senza audio e senza sottotitoli, praticamente una cozzaglia di immagini che facevano da sottofondo ai miei pensieri (forse è lì che mi venne in mente il titolo "You/Kimono"). Quando partì il pezzo mi svegliai di colpo, un pò come quando ti svegli di soprassalto dopo un incubo. Era la roba più cazzutta che avessi mai sentito! Il suono del nuovo millenio che si fondeva con l'hardcore americano di fine anni 80. Non ascoltai altro per tutto il tour. Poi tornammo in Italia, e di lì a poco inizio tutto… e tutto finì… e questa canzone per me è la fotografia di quel magnifico periodo che mai scorderò... e stanotte, questo pezzo, lo dedico a chi c'era.
"A kiss in a shape of a bullet"
d.
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